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News
Le news di Italfoodmarket ti aggiornano costantemente sugli eventi, le curiosità e tutto quello che riguarda l'italian style in cucina.
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15.11.2011 - Il Tartufo
 Il tartufo è un fungo molto pregiato che cresce sottoterra. Si suggerisce la conservazione del tartufo nel riso, così da mantenere l'umidità costante e utilizzare poi il riso stesso per ottimi risotti.
15.11.2011 - Il Mese del Tartufo
 Novembre è un mese ricco di kermesse dedicate ad uno dei più pregiati alimenti che il suolo italiano produce: il tartufo. Si è appena conclusa la “Festa Internazionale del Tartufo di Alba” che si svolge appunto nella rinomata località in provincia di Cuneo, mentre nelle Marche ha recentemente avuto luogo la “Fiera Nazionale del Tartufo Bianco”. Quest'ultimo evento è seguito da più di centomila persone che ogni anno visitano in questo periodo Acqualagna, dove trovano un centinaio di stand a tema e chef, riconosciuti a livello internazionale, specializzati nel cucinare il tartufo.
17.10.2011 - La Burrata
La burrata è un formaggio tipico della Puglia, che può essere gustato in compagnia di un filo d'olio extravergine, suggeriamo il prelibato Re Manfredi, oppure può essere utilizzato per la preparazione di primi piatti e contorni.
17.10.2011 - I Primi d'Italia
 Nel cuore d'Italia, a Foligno, ha chiuso recentemente i battenti, il 2 ottobre, la kermesse culinaria "I Primi d'Italia", manifestazione giunta alla sua tredicesima edizione. Protagonista indiscussa è stata come sempre la buona tavola alla quale, gli organizzatori, hanno voluto affiancare l'attuale e sentito tema dell'impatto ambientale.
Chi ha partecipato all'evento ha potuto degustare primi di alta qualità, partecipare a spettacoli, visitare mostre ed assistere a scuole di cucina.
Spicca tra i premiati il nome di Carlo Cambi, uno dei più autorevoli giornalisti enogastronomici d'Italia.
22.07.2011 - Ristoranti: La Selva di Capalbio A volte la coda del rientro della domenica sera sull’Aurelia può rivelarsi provvidenziale, specie se, stufi di procedere a passo d’uomo, si decide di fermarsi per la cena e si scoprono posticini niente male. Uno di questi è il ristorante La Selva, che si trova nell’omonima località nei pressi di Capalbio dove sorge una suggestiva torre di avvistamento che segnava il confine tra il Granducato di Toscana, lo Stato dei Presidii e lo Stato Pontificio.
Mentre il sole e la luna si danno il cambio, ceniamo sulla terrazza panoramica dalla quale si intravede il mare e dove l’atmosfera sarebbe perfetta se non fosse per quel continuo pffff dello spruzzarsi di Autan che la gestione mette a disposizione dei clienti. Superato il problema zanzara tigre, è ad altri animali che ci dedichiamo pienamente e animali marini, perché arriva in tavola l’antipasto misto che è una sorta di enciclopedia del pesce e dei metodi di cottura, tanto è vario e abbondante.
22.07.2011 - I trucchi salvatempo per i piatti che rinfrescano Oggi vi proponiamo un po’ di consigli che il sito Epicurious dispensa per la cucina d’estate; nella stagion del caldo e dell’afa l’ultima cosa che uno vuole è ritrovarsi ad arrostire in cucina. Ma, a meno che voi non siate disposti a mangiare sempre cibi precotti, a un certo punto è bene farsene una ragione e stringere amicizia con gli utensili della cucina anche in estate.
Per prima cosa potete ridurre il tempo di permanenza in cucina usando cibi già cotti inprecedenza o pronti da usare appena aperti (tonno, polpa di granchio, pollo della rosticceria o biscotti); per le zuppe fredde invece, se volete raffreddarle in poco tempo mettetele inuna ciotola piena di ghiaccio. Per raffreddare le verdure cotte, tagliatele a tocchetti, disponetele su un vassoio e mettetele in freezer per qualche minuto; infine, siate generosi con i condimenti. Le pietanze fredde di solito hanno poco sapore, aggiungete assaggiando via via olio, sale e spezie per arrivare al sapore perfetto.
13.04.2011 - Il burro chiarificato. Sentiamo spesso parlare, ultimamente, di burro chiarificato. Ma cos’è di preciso? Il burro chiarificato è quel burro che è stato privato della parte di acqua (che di solito si aggirra attorno al 18%) e che quindi risulta più concentrato come sapore e consistenza.
E’ ottimo da usare soprattutto per le fritture, perchè rispetto al burro non concentrato sopporta temperature molto più alte senza subire alterazioni di nessun tipo. Si trova già pronto nei negozi più forniti, ma si può benissimo prepararlo anche in casa, facendo fondere 500 grammi di burro a bagnomaria ed eliminando man mano la patina bianca che si forma in superficie, senza mai mescolare, finchè non se ne forma più (occorrono circa 60-90 minuti). A questo punto fate depositare la caseina sul fondo (che poi butterete) e trasferite solo la parte liquida in un contenitore, riponendolo in frigo. La conservazione va dai 2 ai 3 mesi.
01.02.2011 - Il Basilicopubblicato da roberta in: Mangiare informati Guide 
Lui era un giovane bellissimo e valoroso, nobile d’animo, puro di pensieri e ardente di cuore. Amava lei follemente e lei lo ricambiava di un amore appassionato, dolce e segreto, almeno finché il padre di lei non li scoprì insieme e, accecato dall’ira, gli tagliò la testa. Lei non smetteva di piangere e disperata sotterrò la testa di lui, prima di addormentarsi, sfinita dal sonno e da dolore. Il giorno dopo, con sua grande sorpresa, vide che dalla terra smossa spuntava una piantina verde che battezzò ‘basilikon’ (in greco ‘regale’), a imperituro ricordo dell’amato. Questo dice la leggenda, o, almeno, una delle leggende sul basilico, pianta profumatissima e oggi di uso comune il cucina, dove la sua somma espressione è il pesto alla genovese, ma è ottima anche per aromatizzare le carni e nelle insalate, ineguagliabile nel sugo di pomodoro e, ahimè, purtroppo in via d’estinzione sulla pizza margherita. Eppure in epoche passate, questa pianta un po’ velenosa (contiene, come il finocchio e il dragoncello, una sostanza chiamata ‘estragolo’, rivelatasi cancerogena sui topi) non era conosciuta come alimento, ma se ne faceva un uso esclusivamente aromatico e officinale, come dimostrano numerosi scritti dell’Egitto, della Cina e degli Arabi
01.02.2011 - Aceto balsamico in cucinapubblicato da Roberto Russo in: Letture Mangiare informati Nove antipasti, ventuno primi, tredici secondi, nove salse, tredici contorni, cinque pizze e sette dolci sono contenute nel bel libretto (dalla copertina cartonata e con una elegante sovracoperta) pubblicato da Aliberti dal titolo L’aceto balsamico in cucina, scritto da Martina De Marchi, discendente di una famiglia che produce aceto balsamico da generazioni. Ricette semplici, ricette gustose, ricette interessanti. Come, per esempio, la salsa di cipolline all’aceto balsamico, ottima sui bolliti. Per quattro persone occorrono: 4 cipolline fresche, 1 uovo sodo, 1 cucchiaio di aceto balsamico, 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva, sale. Tritate finemente le cipolline e l’uovo sodo, aggiungete l’olio, il sale e l’aceto balsamico e lavorate con un cucchiaio di legno fino a ottenere una salsa.
Non solo ricette, ma anche notizie storiche e organolettiche su quest’aceto davvero gustoso. Le prime pagine del libro, infatti, sono dedicate a un inquadramento storico (il più antico riferimento che abbiamo all’aceto balsamico è del 1046), alla spiegazione su come nasce l’aceto balsamico – con tutto il sistema di travasi di anno in anno in botti sempre più piccole – e alla descrizione tanto dell’aceto balsamico tradizionale di Modena quanto quello di Reggio Emilia. Per dare all’aceto un bouquet di profumi unico le botti devono essere di legno diversi, alternando rovere, castagno, ciliegio, frassino e concludendo con il gelso […] Ogni legno dona all’aceto una caratteristica: il castagno contribuisce al colore scuro perché ricco di tannini, il ciliegio addolcisce, il rovere aromatizza con un profumo vanigliato, il gelso concentra il prodotto. Per ottenere l’aceto balsamico occorrono almeno dodici anni, ma con questo sistema dei rincalzi anche in un aceto invecchiato “solo” dodici anni si possono trovare parti di aceto molto più antico, se l’acetaia è avviata da molto tempo. Tra le più antiche ve ne è anche del Seicento!
01.02.2011 - Conoscere la speziepubblicato da Roberto Russo in: Mangiare informati Guide È una scoperta che mi fa sempre chiudere gli occhi e sorridere quando, mordendo un biscottino, o un dolce (il torcolo di San Costanzo, per esempio) o del pane particolare, mi scoppia in bocca la fragranza e l’aroma dell’anice. Diventa tutto più buono, a mio modo di vedere.
Sotto il nome di anice vanno piante differenti, senza alcuna “parentela” tra di loro, ma accomunate dall’aroma dei loro semi (o frutti) che risulta essere praticamente uguali. Nello specifico: - anice pepato: è un altro nome del pepe di Sichuan;
- anice stellato (o badiana): frutto a forma di stella con semi molto aromatici. Viene usato soprattutto per i liquori;
- anice verde: è quello “vero e proprio”, dal gusto dolce e penetrante; frutto (non seme) di una pianta erbacea delle Ombrellifere.
02.05.2010 - Vino: ancora la Toscana tristemente protagonista.pubblicato da Alessia  Era di appena una settimana fa il post nel quale chiedevo più responsabilità ai produttori per non ledere la nostra immagine nel mondo, ma anzi, di rafforzarla tramite i nostri prodotti di qualità. Poi ho letto il post pubblicato sul blog dell’azienda di Poggio Argentiera, dal quale apprendo che in qualche modo misterioso è scomparso l’obbligo di imbottigliamento nella zona di produzione, per l’appellazione Morellino di scansano.
Questo vino Toscano è divenuto DOCG nel 2007, e quella norma, oltre a garantire al consumatore chiarezza e sicurezza, era stata fortemente voluta dalla maggior parte dei produttori, aggiungerei io, seri. Questa norma era scomoda a tutte quelle grandi aziende che producono vini differenti e che in questo modo possono imbottigliare dove preferiscono. Sul sito del consorzio ci sono tutte le cantine aderenti, tanto per farvi un’idea di chi potrebbe beneferciare di questa cancellazione. La cosa che mi dispiace di più è di non essere affatto sorpresa, anche se riesco ad essere ancora indignata da un comportamento del genere. Secondo voi è normale che in Italia accada questo? Quale sicurezza offriamo agli acquirenti esteri?
16.12.2009 - Vino frizzante per le Feste Nataliziepubblicato da Alessia in: Vino Emilia - Romagna Uomini e vino Bianco Spumante Questa malvasia frizzante è ottenuta con la rifermentazione in bottiglia. Ha una gradazione alcolica bassa, ed è adatta a queste festività poichè si accompagna ai dolci della tradizione. Il mosto rimane a contatto con le bucce per parecchio tempo, non è filtrato e quindi il vino è un po’ torbido, come avviene per le birre.
Si presenta con un packaging semplice e gioviale, ha il tappo a corona ed un prezzo in enoteca di circa € 11,oo. La famiglia Donati pratica un’agricoltura biologica, ma che è sempre stata naturale. Questo vino ha un’esplosione di sapori e profumi pur rimanendo molto vicino all’odore del mosto. L’azienda dista 20 km da Parma, e la famiglia Donati coltiva la vigna dal 1930. A differenza de metodo charmat, la rifermentazione in bottiglia, consente un miglioramento col passare del tempo. Asaggiare per credere, soprattutto vicino ad un pandoro con qualche crema.
24.08.2009 - Stranezze culinarie dal GiapponeCerca pubblicato: martedì 18 agosto 2009 da Valeria in: News Oggetti Nuovi prodotti 
Dove preferireste mangiare? Si vede un po’ di tutto in giro: il Giappone è anche la terra delle bizzarrie! Bello a parer mio il contrasto tra il sukiyaki, piatto semplice ma se fatto con la carne giusta piuttosto pregiato, e il miniwater in cui è depositato!
26.06.2009 - Gli italiani non sanno più cucinare i piatti tipicipubblicato da Robo in: Varie Ristoranti Prodotti tipici News 
Secondo una ricerca resa nota dalla FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) gli italiani non sanno più cucinare i piatti della tradizione (e si affidano sempre più alla ristorazione professionale) e la televisione non li aiuta nel recupero di tali tradizioni. Gli italiani stanno perdendo la cultura della cucina. La ricetta tradizionale della nonna in breve tempo potrebbe non far più parte della memoria storica degli italiani. Nella preparazione di un piatto tipico ce la caviamo piuttosto male e i programmi televisivi sotto questo aspetto non servono a nulla. Diminuiscono anche le occasioni per preparare pietanze succulenti, perché la crisi economica ha ridotto le occasioni di convivio anche dentro le mura domestiche. Si invitano molto meno amici e parenti per i quali imbandire la tavola significherebbe fare una spesa più costosa e si va molto meno al ristorante.
La ricerca – Gli italiani a tavola: prodotti, ricette, luoghi – mette in evidenza come i segreti di una buona ricetta si apprendano ancora in famiglia ma anche sfogliando dei testi. La cucina dinanzi alle telecamere addirittura funzionerebbe da deterrente perché fa apparire facile anche quello che facile non è.
10.04.2009 - Insetti che bontà| | | | Ricette online per i temerari del gusto Coleotteri cicciottelli che non si sa dove mettere? Lombrichi freschi d'avanzo? Un vero peccato buttare simili bontà... Insetti, eccola l'ultima vera fontiera del gusto, occidentale si intende.
Sì perché in Africa e Asia li apprezzano da tempo e sono piatti nazionali, come il masonja nel Botswana (a base di vermi mopane), le "formiche culone" colombiane che pare abbiano proprietà afrodisiache, o l'apprezzatissimo caviale con uova di formica che si assaggia a Bangkok. In Sud Africa sono particolarmente apprezzati gli involtini di bruco, che lì chiamano "Chenilles en papilotte", le termiti fritte dette "Tshuku" e le larve di scarabeo tostate o "Xi fu fu nu nu", mentre nello Sri Lanka si preferiscono quelle di falena. In Botswana, Kenya, Malati, Mozambico, Tanzania, Zambia e Zimbabwe le cavallette fritte sono offerte ai turisti come "fauna snack".
«Uno scarafaggetto tostato o un soffice ragno presenta una parte esterna molto ben croccante e un interno dalla consistenza d'un sufflè che non può ritenersi in nessun modo sgradevole al palato» assicurava l'antropologo W.S. Bristowe nel secolo scorso. Cero si possono mangiare anche al naturale ma con poca fatica in più si possono gustare locuste al cioccolato, sugo al pomodoro con vermicelli tenebrion in zuppa o un sauté di coleotteri. Un classico pare.
Le ricette non mancano, basta armarsi di pazienza perché sono in inglese: cavallette ricoperte al cioccolato, grilli fritti al curry su un letto di riso, vermi fritti con riso, crostini al formaggio con grilli canditi mentre moltre altre si possono trovare sui libri, in italiano per chi desidera approfondire si possono leggere "Buono da mangiare" di Marvin Harris e "Perché non mangiare insetti?" di Vincent M. Holt.
Fame? Provocazione? Niente affatto: mangiare insetti è sano e democratico, dice Holt, che ne propone una lista di vegetariani, per non spezzare la catena alimentare, e cita la Bibbia: «Tra le bestiole alate che camminano su quattro zampe, potrete mangiare quelle che hanno due zampe sopra i piedi per saltare sulla terra, e cioè potrete mangiare le varie specie di locuste, di cavallette, di acridi, di grilli» (Levitico, cap. 11, vss. 21-22).
Un etto di insetti contiene 121 calorie, 12.9 gr di proteine, 5.5 gr di grassi, 5.1 gr di carboidrati, 75.8 mg di calcio, 185.3 mg di fosforo e 9.5 mg di ferro dicono i nutrizionisti appassionati del genere. Gli estimatori comunque non mancano: secondo l'associazione "Traffic" in Botswana, Kenya, Malawi, Mozambico, Tanzania, Zambia e Zimbabwe la principale attività è illegale è rappresentata dal commercio di carne selvatica per scopi alimentari, di cui il 41,7% insetti. Tutti acquistabili online, dai vermi ai colettori dalla carne di coccodrillo a quella di zebra.
Per assaggiare qualcosa di insolito non bisogna necessariamente sgranocchiare scorpioni o locuste: tra i piatti della cucina cinese di Shangai si possono trovare cervello di maiale, lingue di anatra e serpenti mentre in Thailandia non mancano gli estimatori di ratti. E pure l'Italia non è da meno: tra cibi strani del mondo raccolti nel newsgroup "Alt.recipies" c'è chi non ha mancato di citare i ricci di mare, il carpaccio, il formaggio sardo coi vermi, il cibreo (un piatto tipico fiorentino fatto con fagioli, fegatini di pollo e creste di gallo), il gorgonzola e, per finire, Cynar e Campari. |
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